
Influenza: è davvero colpa del freddo?
L’influenza tende a circolare soprattutto nei mesi invernali e, per questo motivo, viene spontaneo attribuirne la causa al freddo. In realtà, il clima rigido ha solo un ruolo indiretto, ovvero non scatena l’infezione, ma crea condizioni più favorevoli alla sua diffusione.
Capire questa differenza è fondamentale per proteggersi e gestire al meglio una malattia che, pur essendo comune, può risultare fortemente debilitante.
Le vere cause dell’influenza
L’influenza è provocata da virus specifici, principalmente appartenenti ai ceppi influenzali A e B. Questi microrganismi si trasmettono con grande facilità attraverso le goccioline respiratorie che si diffondono quando una persona infetta tossisce, parla o starnutisce, e il contagio trova terreno fertile nei luoghi chiusi e affollati, dove l’aria ristagna e le distanze si accorciano.
Il virus può colpire chiunque, ma esistono categorie più vulnerabili, come bambini piccoli, anziani e persone con un sistema immunitario indebolito: quando le difese sono basse, il corpo fatica a contrastare l’infezione e i sintomi tendono a manifestarsi in modo più intenso.
L’influenza si riconosce per la comparsa rapida dei disturbi, che coinvolgono sia l’apparato respiratorio sia l’intero organismo: febbre improvvisa, spesso superiore ai 38°C, brividi e dolori muscolari rappresentano i segnali più comuni. Alcune persone, soprattutto i bambini, possono accusare anche disturbi gastrointestinali come nausea o diarrea.
Non esiste una cura che elimini il virus rapidamente, ma è possibile attenuare i sintomi grazie a FANS, come l’ibuprofene o l’acido acetilsalicilico, che aiutano a ridurre infiammazione e dolore, e agli antipiretici, come il paracetamolo, che controllano la febbre e migliorano il benessere generale.
In che modo il freddo abbassa le nostre difese
Il freddo, pur non essendo la causa diretta dell’influenza, può renderne più facile la contrazione.
Le basse temperature infatti provocano modificazioni fisiologiche che, nel complesso, indeboliscono la risposta immunitaria: quando l’aria è molto fredda e secca, le mucose respiratorie tendono a disidratarsi, diventando meno efficaci nel bloccare virus e batteri. La barriera naturale che normalmente intrappola i patogeni si assottiglia, lasciando le vie aeree più esposte.
Inoltre, nei mesi invernali le persone trascorrono più tempo al chiuso: scuole, mezzi pubblici, uffici e abitazioni riscaldate favoriscono la trasmissione del virus, che in questi ambienti può circolare con estrema facilità. Anche eventuali sbalzi termici contribuiscono all’indebolimento delle difese, creando un ulteriore stress per l’organismo.
Oltre a evitare i colpi di freddo, uno stile di vita equilibrato è essenziale per sostenere il sistema immunitario: alimentazione ricca di nutrienti, idratazione, riposo adeguato e attività fisica costante aiutano il corpo a rispondere meglio all’infezione e a ridurre la probabilità di sviluppare sintomi più severi.
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